Rivista Franchising

“Come si diventa businessman a Napoli? Con l’esperienza, il duro lavoro e la formazione!”

 

businessman
Daniele Botti, businessman napoletano

Daniele Botti da giovane imprenditore napoletano a businessman, a soli 33 anni. La sua formazione l’ha acquisita “per strada”, ma poi ha capito di dover investire su se stesso. Dopo la maturità scientifica e l’iscrizione al primo anno alla facoltà di Statistica, ha deciso di volere di più e di voler raggiungere l’indipendenza economica. Ha così iniziato ad accumulare molteplici esperienze, passando dal porta a porta, all’agente di commercio fino ad approdare all’imprenditoria. Oggi racconta come quelle esperienze, non solo lavorative, ma anche di vita, lo hanno portato a dei nuovi progetti di business, tra cui l’immobiliare, le telecomunicazioni, un’altra impresa che lancerà a breve ed al suo Chiquita Fruit Bar.

Daniele, nonostante la tua giovane età hai accumulato già numerose esperienze, di cosa ti occupi ora?

“Sì! Ho lavorato in molteplici ambiti e numerosi settori, ma ora gestisco diversi business tra cui un Chiquita Fruit Bar a Salerno, di cui sono socio. Dopo aver abbandonato gli studi per cercare una realizzazione personale che mi permettesse di guadagnare abbastanza, ho iniziato a chiedermi quale fosse il lavoro più adatto a me. Ho fatto l’agente di commercio, ho lavorato a provvigione, ma volevo qualcosa di più. Per questo, ho seguito due “mentori” che mi hanno guidato verso le mie scelte attuali, sia sul piano finanziario che sul piano di crescita personale. Ho seguito Roberto Re, numero uno del personal coaching e Alfio Bardolla, numero uno nel financial coaching, con i quali attualmente collaboro.”

Come mai hai scelto il settore del fruit bar?

“Innanzitutto è stata l’idea di lanciarci nel settore del food a farci avvicinare all’apertura del nostro locale. L’idea di puntare sul fruit bar ci è venuta dopo essere stati in un locale simile a Napoli. Ci era piaciuto il prodotto e abbiamo pensato di aprirne uno a Salerno.”

Aprire un fruit bar è stata una scelta per essere al passo con le nuove abitudini più salutiste?

“Esatto. Soprattutto al Sud la frutta non è ancora vista come un prodotto da consumare durante una passeggiata piuttosto che per un appuntamento. Magari a Milano questo tipo di attività sono più conosciute, ma anche qui qualcosa sta cambiando, infatti vediamo sempre più napoletani appassionarsi ai frullati e alle granite, prodotti ovviamente con dell’ottima frutta.”

Parli del Chiquita Fruit Bar sempre al plurale, da chi è composta l’azienda?

“Attualmente siamo 3 soci. L’inizio non è stato tra i più semplici, un socio si è tirato indietro all’ultimo minuto, ma siamo riusciti comunque a provvedere. Al momento siamo io, Alberto Faiello (35 anni) e Roberto Contessa (31 anni), anche loro napoletani. Due agenti di commercio e Roberto che si occupa della parte legale. La vicenda dell’apertura è stata abbastanza complessa, innanzitutto perché abbiamo deciso per un cambio di location all’ultimo minuto, dal centro di Salerno al centro commerciale Maximall, in quanto ci sembrava un luogo più adatto per l’apertura di questo locale, e poi per le estenuanti trattative con i fornitori, con il master franchisor italiano e con le banche. Per fortuna abbiamo tenuto duro e ce l’abbiamo fatta.”

Quanto avete investito inizialmente e a che punto siete dello sviluppo? Obiettivi futuri?

“Abbiamo investito all’incirca 100.000 euro, e possediamo un punto vendita. L’obiettivo principale è aprire un secondo punto vendita (per il quale abbiamo già degli accordi) per poi portare il numero a cinque entro i prossimi tre anni. Magari un giorno riusciremo ad avere un marchio tutto nostro, e non è detto che questo sogno non si realizzi. Sarebbe un grande successo, ormai stiamo acquisendo esperienza in questo campo e chissà che non riusciremo a lanciare un nostro format.”

Chi è il vostro dipendente ideale?

“Sono i giovani, dai 18 ai 25 anni, ma che in comune hanno il sorriso. Ci piace vedere persone dinamiche e solari, che sappiano far sentire il cliente coccolato, e soprattutto guidato nelle scelte. Offriamo una vasta gamma di prodotti e i nostri ragazzi sanno come combinarli al meglio per i gusti di ogni cliente.”

businessman
La squadra del Chiquita Fruit Bar, con i soci Alberto Faiello, Roberto Contessa e Daniele Botti.

Che consiglio ti sentiresti di dare a giovani che vogliono intraprendere una carriera da businessman come la tua?

“Io consiglio di non farsi prendere dall’entusiasmo. Aprire un’attività è comunque fonte di pensieri e di stress, infatti bisogna essere ben consapevoli di ciò che si fa. Innanzitutto perché non bisogna essere troppo azzardati, l’apertura di un’attività, e/o di una startup, è comunque un percorso ad ostacoli, in cui non bisogna sottovalutare nulla. Quindi il mio consiglio è – Non essere impulsivi, informasi a fondo, ma allo stesso tempo saper reagire alle difficoltà che arriveranno. Saper andare avanti nonostante tutto e saper anche delegare qualche volta.

 

Rivista Franchising