Rivista Franchising

Francesco Santilli, 29enne romano, dopo un’esperienza londinese durata circa 10 mesi, ha deciso di lanciare, insieme al socio Dario Martelli, il primo Avocado Bar in Italia, e il terzo al mondo.

avocado bar ceo
Francesco Santilli, Ceo di Avocado Bar

 Avocado Bar è la dimostrazione di come un sogno possa diventare realtà, e con l’apertura del primo punto in Italia, a Roma, Santilli lo sta realizzando. Avocado Bar sbarca nel cuore della città eterna a Rione Monti, e il proprietario ci anticipa che da questo mese parte con una nuova avventura, si parla ovviamente di franchising. Saranno molto felici tutti gli avocado lovers, e non solo, che potranno assaggiare uno dei prodotti più di tendenza del momento: l’avocado, frutto tipico del Centro America, super gustoso e con grandi proprietà benefiche.

Francesco, quando è nato il progetto di ’Avocado Bar’?

avocado bar Nonostante la mia età, ho un’esperienza già decennale nel settore. Infatti, mi sono occupato di economia svolgendo varie mansioni e ho lavorato e partecipato a molte Start up, sempre guardando con interesse al mondo del food che è in costante crescita. Il progetto Avocado Bar è nato ufficialmente 4 mesi fa, anche se la ricerca e lo studio delle ricette è precedentemente. Da 5 mesi gli chef sono a lavoro per sperimentare e ricercare nuove ricette e abbinamenti freschi e nuovi, come cremini e toast preparati con il frutto principe del nostro locale, inoltre il progetto si da come obiettivo la creazione di piatti gustosi, innovativi ed esteticamente belli, perché si mangia anche con gli occhi. Al momento proponiamo 14 piatti salati e 3 gelati, una delle nostre innovazioni è il cannolo con un semifreddo di avocado, oppure il guacamole al wasabi con le platatine, ovvero delle chips di platano. l piatti sono comunque proposti a prezzi appetibili e questo ci ha dato la possibilità di servire più di 11000 clienti solo nel primo mese di apertura.

Chi c’è alla base di questo progetto?

Socio Avocado Bar
Dario Martelli, socio con Francesco Santilli di Avocado Bar

Siamo un gruppo: io, il mio socio Dario Martinelli, e altri ragazzi professionisti del settore, molto attenti al mercato. Avere un team affiatato è fondamentale per riuscire in una buona impresa. Il nostro progetto nasce vincente, soprattutto se si guarda allo sviluppo del finger food degli ultimi periodi e se si guarda alla semplificazione dei processi, il locale per l’apertura non ha bisogno di particolari attrezzature, solo una buona materia prima e l’abilità nel lavorare e tagliare l’avocado.

Qual è stato l’investimento iniziale? A che punto siete dello sviluppo dell’attività?

I nostri prospetti per quanto riguarda la copertura dell’investimento iniziale di 100000 euro, sono stati positivamente ribaltati, infatti, raggiungeremo l’obiettivo nei primi tre mesi mentre inizialmente avevamo pensato di riuscirci entro il primo anno d’attività, triplicando, praticamente, gli utili. Possiamo ritenerci più che soddisfatti per il successo che il locale sta riscuotendo. Più di 11000 clienti e 14mila kg di avocado consumati sono un grandissimo traguardo, abbiamo lavorato bene, sapendo coniugare marketing e ricerca della materia prima, un vero e proprio successo.

Francesco, la passione per il mondo del food viene da lontano?

avocado bar passioneMi sono appassionato al mondo del food pian piano, sono partito lavorando in multinazionali e in generale nel campo dell’economia, seguendo e partecipando ad alcune Start-up sia in Italia che a Londra, dove ho vissuto fino a dieci mesi fa, tornato in patria ho scelto di seguire uno dei grandi campi che rende importante l’Italia, quello del cibo, appassionandomi ad un prodotto che nel mondo stava iniziando ad avere sempre più consensi. Il nostro segreto è stato quello di anticipare la tendenza in Italia, proponendo per primi questa tipologia di locale.

Come mai avete scelto il franchising?

In realtà è stato il franchising a cercare noi, quando non avevamo ancora pensato ad un modello simile per la nostra azienda, avevamo già ricevuto 30 contatti che ci richiedevano questo tipo di investimento. Ci siamo messi a lavoro e da questo mese abbiamo deciso di  partire ufficialmente con il franchising in città fino ai 500000 abitanti, mentre in importanti punti strategici della penisola saremo presenti con altri nostri store.

Cosa ti sentiresti di consigliare ad un tuo coetaneo che abbia voglia intraprendere questa stessa strada?

Di puntare innanzitutto sul team. È fondamentale, idee e fondi sono più o meno semplici da reperire, ma portare avanti un progetto e tutt’altra cosa. Un buon team è l’unica cosa che garantisce il successo; è l’abilità del gruppo che riesce a dare concretezza al progetto. Inoltre è fondamentale dare importanza al marketing e avere un’attenzione maniacale per i costi.

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