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staffSi può fare attività imprenditoriale con alto impatto sociale? È la scelta di Dario Riccobono, presidente di Addiopizzo Travel, il tour operator nato nel 2009 dal movimento antimafia Addiopizzo di Palermo. Addiopizzo Travel opera in Sicilia, promuovendo un turismo etico che dice no alla mafia, appoggiandosi solo a quelle strutture ricettive che sono “pizzo- free”. Oggi coinvolge più di mille imprese, con un fatturato di 550mila euro.

Dario Riccobono ha 39 anni e vive a Palermo ma è originario di Capaci, luogo che vide la strage che costò la vita al magistrato Giovanni Falcone e alla sua scorta. È laureato in Scienze della Comunicazione e ha un master in Economia e gestione del turismo

 

Addiopizzo TravelIn che cosa consiste Addiopizzo Travel, dove opera e a chi si rivolge?

Addiopizzo Travel  è una cooperativa tour operator e si occupa di turismo etico provando a raccontare e mostrare un volto diverso della Sicilia. Si rivolge a turisti e viaggiatori responsabili interessati a questa destinazione.

Come e quando è nata l’idea? Ti sei ispirato a qualcuno?

L’idea nasce ormai diversi anni fa dal desiderio di non lasciare la mia terra e di continuare la campagna antimafia di Addiopizzo. L’ambito turistico ha diverse potenzialità nella nostra regione, quindi abbiamo deciso di combinare entrambe le cose volendo dimostrare che la legalità e lo sviluppo possono camminare assieme.

Addiopizzo Travel sostiene un turismo antimafia, parlaci delle strutture pizzo-free a cui vi appoggiate.

Una delle caratteristiche principali di Addiopizzo Travel è che si appoggia a strutture che non pagano il pizzo. Vogliamo raccontare storie di resistenza alla mafia utilizzando ristoranti, alberghi e pizzerie che non pagano il pizzo per premiare da un lato chi ha fatto una scelta di resistenza alla mafia e allo stesso tempo garantire ai viaggiatori un turismo responsabile.

Con quali finanziamenti hai iniziato?

Non ci sono stati chissà quali finanziamenti, abbiamo più che altro investito il nostro tempo. Solo dopo qualche anno sono arrivati i primi risultati e abbiamo anche ricevuto un finanziamento dalla regione Sicilia per la realizzazione di due itinerari.

Parlaci del movimento antimafia Addiopizzo

Addiopizzo nasce nel 2004 cominciando con un adesivo nel centro di Palermo “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Da lì nasce un movimento che porta avanti l’idea del consumo critico antiracket, ovvero promuovere gli acquisti presso quei negozianti pizzo-free. Da allora ci sono stati tanti passi avanti, le imprese coinvolte sono più di mille e le denunce da parte dei commercianti crescono sempre di più. Oggi anche la mafia ci teme tenendosi lontana dai negozi della rete di Addiopizzo, come dimostrano le dichiarazioni dei pentiti. Noi di Addiopizzo Travel non abbiamo fatto che allargare questa campagna coinvolgendo non solo i consumatori palermitani, ma anche i viaggiatori internazionali.

Quante persone fanno parte del team?

Siamo sei nell’ufficio di Addiopizzo Travel: io, Eduardo Zaffuto, Francesca Vannini, Daniela Ballarò, Enza Sorci e Chiara Utro. Sono, invece, una decina gli accompagnatori che guidano i gruppi.

A quanto ammonta l’ultimo fatturato?

L’ultimo fatturato ammonta a 550mila euro. Lavorando esclusivamente con fornitori della rete di Addiopizzo significa che il fatturato è diviso tra aziende e strutture che non pagano il pizzo. Possiamo, quindi, dire che il movimento finanzi una scelta di coraggio, quella di dire no alla mafia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

L’ambizione è quella di poter raccontare le storie di tutto il Mezzogiorno e per farlo vogliamo tentare di coinvolgere attori che conoscano il territorio per creare delle partnership in modo tale da valorizzare le storie di resistenza alla mafia anche delle altre regioni.

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Aspirante giornalista pubblicista e studentessa di Giurisprudenza della Federico II di Napoli. Ha collaborato con alcuni portali di social journalism e lavorato per alcuni marketplace come articolista e ghostwriter. Ama i telefilm, la musica e sin dalla tenera età adora viaggiare.