Rivista Franchising
Le piantagioni di Paulownia nei primi anni.

La SR-Planning è una società di ricerca e progettazione che opera nei settori agricolo, sociale e turistico, sviluppando progetti di imprenditorialità innovativa giovanile e sociale. Le idee principali del progetto sono attirare partnership e collaborazioni trasversali, realizzando reti aziendali che offrano soluzioni e servizi per soddisfare domande e generare benefici alle comunità in ottica di valorizzazione del territorio nella sfera ambientale ed agricola. Dal 2014 la SR-Planning si occupa del progetto Paulownia. Alessandro Iannone, perito agrario che segue il progetto, ci spiega in cosa consiste questa nuova attività tutta incentrata sulla Green Economy e sviluppo sostenibile.

Intervista ad Alessandro Iannone che segue il progetto per SR-Planning

Come funziona la vostra impresa?
“La SR-Planning svolge l’attività di unità centro-Italia. Contattiamo o veniamo contattati da investitori o agricoltori che hanno a disposizione terreni nei quali possiamo piantare la Paulownia, una pianta di origne giapponese che ha diversi utilizzi. Ci occupiamo della vendita delle piantine, della consulenza tecnica per l’impianto e la conduzione delle stesse ed infine ci occupiamo anche di commercializzare il legname [che si ricava dall’albero cresciuto] tramite ditte che comprano il tronco o tramite utilizzatori del legno di Paulownia nelle sue varie forme e lavorazioni”. La distribuzione del lavoro si suddivide in tre zone di attività nel nord, centro e sud Italia, che fanno capo a microfiliere, che comprendono tecnici specializzati, venditori e logistica per la trasformazione della piantina nel prodotto finito pronto per entrare nel mercato. “In pratica, creiamo una sorta di collaborazione tra la nostra società e l’agricoltore o gli utilizzatori finali del legno, su una durata media del progetto di 10-12 anni, per curare queste piante e condurle a taglio ogni 3/4 anni “, aggiunge Alessandro.

“Produciamo legno, salviamo le foreste”

E’ questo il motto della loro attività, perché il progetto Paulownia “non è solo un progetto che può creare ricchezze locali […] ma si basa principalmente su interessi ambientali che si dividono in due finalità. Innanzitutto diminuire i livelli di CO2 – un ettaro di Paulownia con 600 piante, in un anno assorbe 1200 tonnellate di biossido di carbonio (pari alle emissioni rilasciate da un’ auto in 100.000 km percorsi). Poi la pianta di Paulownia sviluppa, nel periodo primaverile, un’importante fioritura dalla quale proviene la produzione di un miele molto pregiato”, conclude Alessandro.
Perché la Paulownia è innovativa?
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Il progetto verso un’economia e sviluppo sostenibile.

“Tutto il processo di lavorazione di cui parlavo, porta alla creazione di un materiale totalmente Made in Italy, che viene utilizzato principalmente per pannellature e rivestimenti. L’utilizzo madre di questo legno però è la nautica. Tavole da surf, canoe, ecc… è un legno molto pregiato, altamente idrorepellente, non viene attaccato dai tarli ed è molto leggero ed estremamente resistente”, non per niente è anche conosciuto come ‘l’alluminio di legno’. In realtà, sono molti i nomi dati a questo albero ultra millenario, uno di questi è anche ‘Albero della Fenice’, un nome che indica una delle sue più importanti qualità: la più veloce crescita del mondo, e la capacità naturale di rigenerarsi con i suoi sistemi esistenti alla radice.

Il progetto per il futuro? 

“I progetti sociali legati a questa pianta. Abbiamo fatto delle proposte alla municipalità di Roma e al dipartimento ambiente sempre del Comune di Roma, per l’utilizzo dei terreni in disuso in cui verranno coltivate le piante di Paulownia, condotte con associazioni locali e/o cooperative, oppure ragazzi disagiati e rifugiati per poi creare dei piccoli indotti sull’utilizzazione del legno. Quindi bonificheremo e renderemo attivi i territori per portarli a reddito, formando anche delle figure professionali utili a tutta la filiera del progetto”.

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