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timbuktu, labs, startupElena Favilli e Francesca Cavallo, sono le fondatrici di Timbuktu Labs, una startup di prodotti editoriali sviluppati per rendere l’esperienza di gioco dei bambini, educativa e interattiva. Elena è una scrittrice e giornalista professionista. Ha lavorato per RAI, Repubblica, Il Post, McSweeney’s e Colors. Francesca invece è una scrittrice e regista teatrale laureatasi a Milano e fondatrice di Sferracavalli, il Festival Internazionale di Immaginazione Sostenibile nel Sud Italia.

Timbuktu Labs muove i suoi primi passi in America, a San Francisco nel 2012, nell’ambito di un progetto sviluppato nell’acceleratore Mind The Bridge. Dopo la fase di gestazione americana, nasce Timbuktu Magazine la rivista su i-Pad dedicata ai bambini e pensata per essere sfogliata dai giovani tra i 6 e i 10 anni. Nel calderone di Timbuktu Labs ci sono altri progetti: giochi interattivi, esclusivamente in lingua inglese, che hanno riscosso molto successo tra i giovani internauti. “I bambini giocano in modi nuovi. Noi aiutiamo i brand a costruire i prodotti che amano“, è la mission che si legge sul sito ufficiale.

Timbuktu Labs, quali sono i prodotti editoriali 

Elena e Francesca si sono trasferite a Los Angeles nel 2014, ma non hanno smesso di lavorare ai propri progetti. Tra i lavori delle giovani startupper si annoverano:

  • APP: 12 applicazioni di Timbuktu che possono essere scaricate dall’App Store.
  • De Agostini Publisher: un prodotto editoriale elaborato in collaborazione con De Agostini che crea una nuova esperienza di storytelling crossmediale che collega pagine stampate e giochi multimediali.
  • Timbuktu Playground: un parco giochi interattivo, progettato nello scenario della Biennale di Bordeaux nel 2014, che incoraggia i bambini a esplorare i loro dintorni con un’applicazione mobile e catturare i colori per completare le sfide di disegno. Il Parco Giochi Timbuktu è stato premiato con la Prima Menzione Speciale come esempio primario di come le nuove tecnologie possono essere implementate nella meccanica di gioco tradizionale per guidare l’innovazione sociale.
  • Timbuktu Pizza: un gioco mobile che aiuta i bambini a scegliere la giusta ricetta per la pizza.
  • Dooper School: più che un gioco è un’esperienza di comunicazione integrata che incorpora giochi per cellulari, video, libri e giocattoli intelligenti.
    Inoltre le ragazze svolgono periodicamente i Timbuktu Workshop, dove imparano a guardare con gli occhi dei bambini, dove l’immaginazione dei più piccoli diventa guida per lo sviluppo dei progetti.

Timbuktu Labs e Le storie della buonanotte per le bambine ribelli

Good Night Stories for Rebel Girls è un libro che racconta le avventure e le vite delle donne che hanno avuto successo nella storia. Nel libro si può leggere di Frida Kalo, Serena Williams, Elisabetta I. Ogni racconto è pensato per ispirare le bambine a seguire i propri sogni e a realizzare grandiose imprese. Le storie narrate nel libro sono tutte reali, tutte di donne che sono riuscite a distinguersi per coraggio, forza e determinazione. Sul sito ufficiale si legge “C‘era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni“.

Timbuktu Labs
Good night stories for rebel girls, racconta le storie delle donne di successo.

Il concept del libro non è solo di stampo romantico. L’idea di business che c’è dietro è molto forte. Infatti Good Night Stories for Rebel Girls è stato il libro che ha riscosso più successo economico nella storia del Crowfounding. La campagna lanciata su Kickstarter ha raggiunto un capitale di 675 mila dollari circa, rispetto all’obiettivo iniziale di 40 mila. L’obiettivo era stato fissato per colmare le spese necessarie all’acquisto di un codice ISBN, al pagamento degli stipendi dello staff che avrebbe curato le immagini e l’impaginazione del libro e in ultimo per trovare una casa editrice. Le persone che hanno sostenuto l’iniziativa e creduto nel progetto sono state 20.025. Le storie della buonanotte per bambine ribelli è il quinto libro scritto da Elena Favilli e il settimo scritto da Francesca Cavallo. Nelle librerie italiane è arrivato edito da Mondadori. A quanto pare, queste ragazze ribelli ne hanno fatta di strada! Chissà che nel prossimo libro di storie di donne coraggiose non ci sia anche la loro.

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