Rivista Franchising

Chiara Rota, 33enne bergamasca, ingegnere gestionale e appassionata di gastronomia, rivoluziona con la propria idea il modo di esportare la cultura gastronomica italiana, che rende il nostro paese famoso in tutto il mondo.

Chiara Rota
Chiara Rota, Ceo di My Cooking Box

L’idea alla base della startup – tutta al femminile – My Cooking Box è semplice ma anche innovativa. In un unico cofanetto pensato per esser facilmente spedito, vi è il kit food per la preparazione di una specifica ricetta, rigorosamente della tradizione culinaria regionale italiana, firmata da uno chef. L’acquirente trova infatti, all’interno del box, tutti gli ingredienti – senza dover aggiungere altro – per poter preparare a casa propria la ricetta scelta.

 

Gli ingredienti sono precisamente dosati e accompagnati dalle istruzioni per prepararli, scritte direttamente dello chef, quindi sbagliare è impossibile. “Non v’è il minimo  spreco alimentare ed il risultato è garantito. Soprattutto perché i prodotti che compongono il cofanetto sono selezionati in base a standard di elevata qualità.” assicura il Ceo, Chiara Rota.

Chiara parlaci di te e delle esperienze che ti hanno poi portata alla creazione della tua startup.

Sono originaria di Bergamo ed ho 33 anni. Fin da bambina ho sempre avuto il pallino per il mondo aziendale perché amavo l’organizzazione e la gestione. È sempre stata una mia aspirazione poter gestire qualcosa di concreto legato al mondo del business…

È ovvio che quando si è bambine non si ha l’idea chiara di cosa voglia dire business e di cosa voglia dire azienda, però crescendo questa mia aspirazione e questo mio desiderio si sono poi concretizzati. Ho infatti conseguito la laurea in ingegneria gestionale e durante il percorso di studi ho avuto già esperienze lavorative in multinazionali italiane che mi hanno portato per qualche tempo anche negli Stati Uniti. Dopo la laurea sono stata assunta in una piccola azienda italiana per il controllo di gestione e per la logistica, prima di lanciarmi in questa esperienza legata al food che oggi è la mia attività a tempo pieno.

Quindi com’è nata l’idea su cui hai creato My Cooking Box?

Grazie al precedente lavoro dovevo spesso confrontarmi con clienti stranieri, l’idea è nata da qui. Ogni volta che parlavo con qualcuno di loro mi chiedevano sempre dei consigli su come poter replicare ricette italiane nel proprio paese. Avevano sempre problemi con le ricette e trovavano molta difficoltà nel reperire alcuni ingredienti. In una di queste ulteriori discussioni è nata la vera e propria idea di ‘My Cooking Box’: la creazione di kit semplice e compatto, che permettesse al consumatore straniero non solo di cucinare ricette italiane ma anche di reperire in un’unica volta tutti ingredienti, di  provenienza garantita, e soprattutto di donar loro un’esperienza unica che li soddisfacesse.

my cooking box

Nel 2015 ho presentato l’idea in Expo Milano, che è stata poi sviluppata grazie all’incubatore ‘Speed MI Up’. Effettuato un primo test, io e i miei soci ( Francesca Pezzotta, quarantatre anni di Bergamo, ex amministratore di una società di servizi logistici per
aziende nel settore alimentare e Alessandro Riva, trentadue anni, anche lui di Bergamo, con una laurea in Economia e Commercio e l’esperienza presso la Direzione del Personale di differenti realtà multinazionali) abbiamo costituito la società e aperto lo stabilimento in provincia di Bergamo e poco dopo siamo partiti con la commercializzazione del prodotto. Attualmente l’azienda conta 3 dipendenti e 10 collaboratori e l’anno scorso abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding grazie alla quale siamo riuscite a raccogliere circa 200 mila euro per lo sviluppo.

Essere una donna a capo di un’attività ha rappresentato per te un vantaggio oppure uno svantaggio?

In certi momenti è un po’ più faticoso. Il mondo del management e del business è un mondo principalmente a dominanza maschile e questo può essere un ostacolo, ma le soddisfazioni arrivano a chi sa aspettare. Ad esempio qualche mese fa ho partecipato ad una tavola rotonda in regione Lombardia, a cui presenziavano circa 10 manager, chiaramente uomini, ed io ero l’unica donna. Nonostante ciò, recenti statistiche hanno ancora una volta confermato risultati migliori in attività portate avanti da donne. Quindi se da un lato potrebbe sembrare un limite, dal punto di vista gestionale e imprenditoriale, è un vantaggio. Noi donne siamo più precise e determinate, per questo ho scelto tutte collaboratrici donna per la mia azienda.

Alle donne che volessero intraprendere la tua stessa strada, quali consigli ti sentiresti di dare?

Siate determinate! Fissatevi obiettivi chiari, non fermatevi per nessuna difficoltà, e ne arriveranno, ma andate dritte per la vostra strada. Le soddisfazioni sono appena dietro l’angolo: come il regalare esperienze gastronomiche a persone che non conosci, con il meglio del Made in Italy, racchiuso in un piccolo food box di carta ecologica!

Rivista Franchising
CONDIVIDI
Social Media Manager, Web Content Editor, ex Speaker Radiofonica, laureata in Sociologia e specializzata in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d'Impresa. Interessata ai Fatti Sociali e ai rapporti di Potere.