Rivista Franchising
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Lisa Gucciarelli, co-founder di Buru Buru.

Buru Buru è un progetto nato dalle menti di tre giovani: Sara Gucciarelli, Lisa Gucciarelli e Sara Campani, rispettivamente ingegnere, organizzatrice di eventi ed esperta di marketing. Stanche di vedere i propri amici poco convinti delle loro capacità artigianali, Sara e Lisa hanno pensato, nel 2012, di agire sul web, avvicinando gli artigiani ed i loro prodotti ai potenziali acquirenti. Il coraggio e la passione hanno spinto le giovani a creare un e-commerce, una piattaforma dove questo incontro fosse possibile. Oggi Buru Buru vende prodotti artigianali Made In Italy ed auto-prodotti, soddisfando le richieste di quel mercato di nicchia sempre alla ricerca di originalità e unicità.

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Sara Campani, co-founder di Buru Buru.

Il nome “buru buru” deriva dall’espressione di stupore che le founder hanno nei confronti di qualcosa di bello, unico e originale. Ed è proprio la continua e costante ricerca di questi concetti ad aver fatto in modo che la startup rientrasse nella rosa di quelle sostenute da Nana Bianca. Infatti l’azienda è stata incubata dall’acceleratore di Paolo Barberis, Jacopo Marello e Alessandro Sordi.

Buru Buru, le fasi del progetto e la vetrina sull’artigianato

Avuta l’idea, le fasi che hanno portato allo sviluppo e alla realizzazione del progetto imprenditoriale sono state due: quella di ricerca, consistente nell’ideazione di un business plan contenente l’analisi economica e di fattibilità del progetto, durata circa sei mesi; e quella propriamente operativa, con lo sviluppo del business model e della sua messa in pratica. Il reclutamento dei designer che possono vendere i propri prodotti sul sito viene fatto con un’accurata selezione operata attraverso due principi: la cura e la professionalità con cui gli artigiani guidano tutto il processo di ideazione, creazione e produzione dell’oggetto lavorato. La mission dell’azienda è rendere l’esperienza del cliente unica e coinvolgente. Buru Buru gode di una buona reputazione sia online che offline. I social ed in particolare Facebook, hanno concorso alla creazione della brand reputation. Sulla pagina Facebook aziendale, infatti, si contano oltre 140mila like.

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Sara Gucciarelli, co-founder di Buru Buru.

Sul sito, alla voce Chi siamo, si legge: “Buru Buru non è solo uno shop online, ma ha soprattutto un cuore e crede nella necessità di riscoprire il piacere delle piccole cose. Riparte dalle nostre emozioni per promuovere un sistema commerciale sostenibile, utilizzando le nuove tecnologie a sostegno del mondo del design. Dalla luce che dà colore a casa tua. Alla tazza che rende intima ogni tua colazione. Agli accessori che ti rappresentano e ti fanno sentire bene. In ogni oggetto pieno di carattere e di storie, in ogni angolo di una stanza davvero speciale, noi diciamo Buru Buru. Design as you feel it“.

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