Londra solo andata

Otto regole da imparare a memoria se si vuole entrare nel mercato del Regno Unito con il franchising. Il caso Ciocoyo.

Entrare nel mercato inglese

Gli inglesi sono i maggiori consumatori al mondo di cioccolata. Di più. Tutto il mondo anglosassone è tra i maggiori estimatori del prodotto.

Da questa apparentemente semplice ricerca di mercato è nato, in Inghilterra, il marchio Ciocoyo. L’intuizione è stata di un imprenditore piemontese, da subito vocato all’internazionalizzazione.

Aprire un'attività a Londra

Sempre lui ha infatti ipotizzato un format che potesse essere facilmente replicabile. Una convenzione firmata con un primario istituto di credito e il progetto sembrava pronto al lancio. Tutto pareva andare per il meglio. Tutto tranne il mercato immobiliare commerciale inglese la cui crisi ha, di fatto, frenato il progetto per diversi mesi.

Solo adesso, dopo quasi un anno e mezzo, il lavoro di matching per offrire ai potenziali
franchisee le giuste location ha permesso di firmare i primi contratti di affiliazione. Nel
primo trimestre del 2017 sono infatti previste quattro nuove aperture. Tutto questo per dire quanto sia importante, e da non sottovalutare, la scelta di un punto vendita.

Il caso Ciocoyo

Quello di Ciocoyo è un caso che ci permette di studiare da vicino il mercato inglese e di stilare otto semplici regole per la fase di startup e lo sviluppo retail nel paese della regina, ma non solo. Nel dettaglio:
1. individuare la posizione ottimale per il nuovo negozio, per questo il punto di partenza deve essere il cliente e i suoi reali interessi;Ciocoyo, franchising londra
2. decidere la giusta localizzazione tra centri commerciali, flagship fuori città e centri urbani;
3. stabilire le dimensioni e il layout del punto vendita;
4. valutare con attenzione la durata minima e massima del contratto di locazione, tenendo bene a mente che in Gran Bretagna gli accordi commerciali sono diversi da quelli italiani;
5. verificare che il costo dell’affitto sia comprensivo di tasse, assicurazioni, manutenzione, pulizia, telefono e internet;
6. tenere in considerazione il timing dell’operazione perché la definizione di una trattativa è, di solito, non inferiore ai tre mesi;
7. avvalersi della consulenza di un agente immobiliare perché la sua conoscenza del territorio può rappresentare il reale valore aggiunto ai fini della chiusura dell’accordo
8. incaricare un avvocato con una specifica competenza nel retail, esperto in proprietà
legale commerciale può, inoltre, risultare la mossa vincente.

Infine, ma come in ogni paese, occorre essere al corrente di tutte le offerte per la telefonia, fissa e mobile, e quando possibile integrarle tra loro.
Insomma, è necessario essere disposti a effettuare un’accurata ricerca di mercato per poter poi definire un corretto piano di sviluppo con mezzi, risorse e capacità adeguate per non incorrere in spiacevoli sorprese. Mercato immobiliare, permettendo.

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