I franchisor vogliono viaggiare

Secondo una ricerca realizzata da Confimprese, molte aziende italiane sono interessate a varcare i confini nazionali

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Franchising apertura sedi internazionali
Trovare una soluzione alla crisi. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase. Un’affermazione che, inevitabilmente, porta con sé la pianificazione e l’adozione di nuove strategie di sviluppo

 
Da una ricerca realizzata da Confimprese, l’Associazione delle imprese del commercio moderno, è emerso come molte aziende retailer, già presenti all’estero, dichiarino che “il mercato è decisamente più in crescita lontano dall’Italia rispetto al nostro paese”.
Sempre la stessa ricerca evidenzia, inoltre, come un notevole numero di imprenditori, non ancora presenti all’estero, sia intenzionato a svilupparsi in nuovi mercati.
Questa volontà dimostra la maturità raggiunta dalle reti in Italia, uno dei mercati più competitivi al mondo. Sia la possibilità di confronto con il consumatore finale che la capacità del brand di fidelizzare la propria clientela spingono infatti i franchisor a uscire dal mercato del Bel Paese.

I paesi maggiormente attrattivi
Ancora la ricerca realizzata da Confimprese pone l’accento sui paesi più interessanti per i brand italiani. Al primo posto c’è sicuramente la Francia, seguita dal Regno Unito, dalla Russia e dalla Germania. Cambiando continente, invece, sono sicuramente da segnalare le opportunità offerte dalla Cina, dagli Emirati Arabi, dagli Stati Uniti, dall’India e dal Brasile.
La ricerca non menziona il Giappone. In realtà, le aziende italiane dovrebbero imparare a presidiare il mercato nipponico e a farlo in fretta, visti i suoi indicatori estremamente positivi. Il Giappone, infatti, subisce da sempre il fascino del Made in Italy e ha un rispetto “maniacale” per gli accordi.

Il caso Inghilterra
Un’altra nazione in cui è sempre importante essere presenti è l’Inghilterra. A dispetto delle previsioni negative della Brexit, l’andamento del mercato inglese è più che positivo, soprattutto per quanto riguarda le compravendite aziendali.

In tutti questi casi, comunque, è sempre necessario organizzarsi per tempo, pianificare strategie, studiando e ricercando tecniche e modalità d’ingaggio totalmente differenti dall’Italia. Ma, a fronte di questo, si potrebbero ottenere risultati, al momento, impensabili all’interno dei confini italiani.

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