Giappo, SUSHItiAMO (emozioni)

Il fondatore Enrico Schettino: “Così sono riuscito ad avvicinare i campani alla tradizionale cucina giapponese”.

Giappo, Franchising Ristorazione Sushi
“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. Questa la citazione di Eleanor Roosevelt che ha ispirato e guidato Enrico Schettino, avvocato, nell’ideazione e fondazione del marchio Giappo, la catena di sushi bar a respiro campano.

 
“Giappo è l’espressione più pura della creatività napoletana”, afferma il fondatore, “e la fonde con culture e filosofie lontane, restituendola innovata e moderna. Ha conquistato in poco tempo un folto numero di clienti grazie anche a una formula armonica tra buon cibo, design elegante e rapidità del servizio”. Ripercorriamo insieme al suo creatore le tappe dell’evoluzione di Giappo fino a oggi.

In che anno ha lanciato la sua attività aziendale e quando ha avviato il progetto in franchising?
“Quasi sette anni fa. Era il 2010 ed ero reduce da un concorso notarile nella capitale. In fila per il pranzo insieme ad un’amica, tra chiacchiere informali, mi è nata questa idea: un sushi bar per tutti. Un luogo dove poter mangiare velocemente o per una cena diversa, con uno stile riconoscibile, arredi ben precisi, colori e menù ben definiti. Avevo in mente già la visione generale del tutto. Scrissi il progetto in una notte. Da quel concept è nato il primo Giappo e da allora siamo già a quota dieci aperture”.

Perché, per crescere, ha scelto la formula del franchising?
“Mi sembrava il modo più efficiente per sviluppare il marchio Giappo a macchia d’olio e in poco tempo. Il franchising dà la possibilità di trasferire il proprio know how, la propria vision e il proprio concept in maniera performante e di innovare laddove nessuno si è spinto prima.
Il sistema Giappo garantisce la qualità dell’offerta e l’ottimizzazione operativa, la personalizzazione di ogni punto vendita in modo unico, con proposte di menù, metodologie di servizio e di preparazione attentamente studiate”.

Ha dovuto cambiare qualcosa del format originale?
“Il format è praticamente lo stesso di sette anni fa, ciò che cambia e si adatta alle esigenze dei clienti è il nostro prodotto sushi. Studiamo attentamente le risposte nei vari punti vendita e reagiamo con il nostro team di chef professionisti con menù personalizzati e proposte culinarie con appeal differenti in base alla zona, che rielaboriamo poi con ciclicità semestrale”.
Perché ha scelto di investire al Sud?
“Il Sud è la mia terra. Sono legato alla Campania e soprattutto a Napoli che è casa mia. Sarebbe stato impensabile per me iniziare in qualunque altro posto”.

Qual è la difficoltà più importante che ha incontrato e come l’ha superata?
“La difficoltà principale è stata proprio avvicinare i campani al sushi. Riuscire a esportare il concetto che il sushi è un alimento sano, con una lunga e antica tradizione, ricco di valori nutrizionali oltre che una valida alternativa alla dieta mediterranea. Abbiamo incontrato non poche reticenze anche con la formula del ‘Take Away’ superata egregiamente con un po’ di pazienza fino a farlo diventare uno dei nostri punti di forza”.

E la soddisfazione più grande?
“Essere riuscito in quest’impresa partendo da me, dalla mia idea, dalla mia esperienza di vita e lavorativa. Aver messo in piedi un percorso formativo, anche con una scuola di cucina giapponese che vede circa 500 corsisti amatoriali e 80 chef professionisti, tra cui dei campioni nazionali.
Giappo ha portato avanti la mia visione di cucina alternativa ma familiare, risultando poi un marchio leader nel settore”.

Quali sono i suoi obiettivi futuri?
“In questi sette anni mi sono occupato di diffondere la vision di Giappo capillarmente in Campania, mettendo in stand-by le richieste nazionali. Ora sono pronto a dar seguito alle circa ottanta richieste di affiliazione pervenute da tutta Italia, prendendomi il tempo necessario per valutarle attentamente. L’espansione su territorio nazionale sarà quindi, l’obiettivo che perseguirò nei tempi a venire”.