Rivista Franchising
Kombu
Kombu: il sushi in un format innovativo.

TORINO –Kombu o “Kreative Japanese Food” è il progetto di un imprenditore italiano, Daniele Bruno, che ha ideato un locale di takeway-delivery in un concept digitale. Un esperimento che ha permesso al gruppo Kombu di ampliare il suo team con imprenditori di diverso background e sviluppare così i diversi punti vendita diretti. Il nome richiama le tipiche alghe giapponesi che crescono in acque profonde e fredde, utilizzate per insaporire e addolcire in modo naturale gli alimenti.

Kombu: il format digitalizzato

kombu sushi
Kombu: l’easy food per il cliente.

Kombu sushi è un omaggio alla cultura gastronomica giapponese, inserito in uno store completamente digitalizzato, privo di personale, ad eccezione dei sushi man professionali che si occupano della preparazione delle pietanze, abbattendo così le spese per il personale di servizio. Il menu offerto da Kombu sushi è ampio e vario, con oltre 300 preparazioni;  i prodotti vengono scelti dai clienti che ne seguono la preparazione grazie ad una cucina a vista. Subito dopo il pagamento, ricevono una chiavetta, che vibra quando la loro ordinazione è pronta. A quel punto ritirano la pietanza ordinata e la portano al tavolo. Inoltre è previsto anche un servizio di consegna, attraverso una piattaforma online che gestisce ordini e delivery nelle zone adiacenti i punti vendita; in tal caso è necessario un preavviso, data la freschezza dei prodotti offerti che vengono preparati al momento. In pochi anni il progetto è diventato un franchising, tanto che dal primo locale aperto a Torino Corso De Gasperi, oggi il gruppo Kombu conta circa diciassette punti vendita diretti  tra Piemonte, Lombardia e Lazio. I locali prevedono un format innovativo, sempre alla ricerca di ispirazioni e dinamicità, con l’obiettivo di diventare la prima catena di japanese easy food in Italia. Il gruppo Kombu sushi è anche impegnato in progetti socialmente utili per difendere la natura.

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Linguista e scrittrice. Ha conseguito esperienze in campo nazionale ed internazionale, ricoprendo il ruolo di mediatrice per la difesa dei diritti umani e la risoluzione di conflitti globali. Adesso è impegnata ad acquisire tutte le competenze per poter fare del giornalismo la propria professione.