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Jollibee sceglie Milano per il suo primo franchising d’Europa

MILANO – Jollibee, il fast food appartenente al gruppo asiatico Jollibee Food Corporation (JFC), aprirà a Milano in piazza Diaz, a pochi passi dal Duomo.

Jollibee: il franchising strategico

Home of the famous Chickenjoy” (“Casa della famosa Chickenjoy”), si legge sulle vetrine del fast food di Milano, un chiaro riferimento al piatto principale del menù di Jollibee, il pollo fritto, che ha creato una versione in salsa orientale di Kentucky fried chicken. L’inaugurazione è prevista per i primi mesi del 2018 e sarà la prima di una serie di insegne che JFC intende aprire in Europa.  Ad oggi, la multinazionale gestisce 3.253 fast food al mondo, di cui 1.145 con l’insegna Jollibee, con ristoranti anche negli Stati Uniti, in Canada, Vietnam, Brunei, Hong Kong, Singapore e Medio Oriente. A questi tra poco si aggiungerà il primo negozio in Europa, quello di Milano. Oltre a gestire i fast food, la JFC possiede altre catene di ristoranti famosi in Oriente, come Greenwich, Chowking, Jinjia Bar, la pasticceria Red Ribbon e detiene la licenza per le Filippine dei marchi statunitensi Burger King e Dunkin’Donuts. L’apertura a Milano coincide con il quarantesimo anniversario dalla fondazione e, dopo aver siglato una joint venture con Blackbird Holdings Pte. Ltd. ed  investito circa un milione di euro nell’impresa, è pronta per gestire la catena anche in Italia. La strategia è ancora quella di sfruttare il franchising territoriale d’Italia per sviluppare ed espandere il marchio asiatico sul mercato, considerando Milano come potenziale sito per il suo primo negozio in Europa, dato l’elevato numero di filippini che vi sono domiciliati, circa 200mila. Negli ultimi anni,  Jollibee ha chiuso il fatturato con 1,9 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 101 milioni, detenendo il titolo di fast food più famoso delle Filippine e, in generale, dell’area asiatica.

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Linguista e scrittrice. Ha conseguito esperienze in campo nazionale ed internazionale, ricoprendo il ruolo di mediatrice per la difesa dei diritti umani e la risoluzione di conflitti globali. Adesso è impegnata ad acquisire tutte le competenze per poter fare del giornalismo la propria professione.