Rivista Franchising
Imprenditoria femminile
L’imprenditoria femminile favorisce l’economia in Italia.

ROMA- L’imprenditoria femminile e, più in generale, l’occupazione femminile possono favorire l’economia in Italia. In base a quanto stimato dall’istituto di ricerca Fondazione Moressa, il contributo delle donne lavoratrici sarebbe attualmente pari al 41,6% del Prodotto Interno Lordo Nazionale, ma se riuscissero a trovare un impiego anche le “casalinghe” italiane, in età da lavoro, l’economia italiana otterrebbe un incremento di 268 miliardi di euro, cioè più del 18% del PIL attuale. L’ingresso delle casalinghe nel mondo del lavoro porterebbe inoltre il tasso di occupazione femminile alla media europea. Ne consegue, quindi, la necessità di creare incentivi e finanziamenti per l’occupazione e l’imprenditoria femminile.

Imprenditoria femminile: i finanziamenti in rosa

Gli incentivi per le imprese in rosa sono diversi e si differenziano in base al bando a quale si partecipa. Si può accedere per esempio ai contributi a fondo perduto, che servono per agevolare le fasi iniziali dell’attività imprenditoriale, o al Fondo di Garanzia, che sono finanziamenti statali. In ultimo, le donne che non hanno un impiego possono rivolgersi allo strumento di ‘Autoimpiego Invitalia’. Sul sito del MiSe (Ministero dello sviluppo economico) sono periodicamente pubblicati tutti i bandi per accedere ai finanziamenti con la relativa modulistica dove sono specificate le tempistiche e la tipologia di fondo. Solitamente i requisiti che le imprenditrici devono avere per poter accedere alle agevolazioni ed ai finanziamenti sono:

•    essere titolari di una ditta individuale;
•    essere socie almeno nella misura del 60% di società di persone e cooperative;
•    detenere almeno 2/3 delle quote di una società di capitali, ricoprendo per almeno 1/3 l’amministrazione della società.

I requisiti che devono avere le piccole imprese per accedere ai fondi previsti dallo Stato sono:

•    un fatturato inferiore a sette milioni di euro;
•    non superare cinquanta dipendenti;
•    non avere rapporti di dipendenza con le imprese partecipanti.

 

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