Giuseppe Zanotti conquista l’economia mondiale

Giuseppe Zanotti consolida il suo brand nel mondo
Giuseppe Zanotti consolida il suo brand nel mondo

ROMA – Il monomarca italiano Giuseppe Zanotti, colosso mondiale nel settore delle calzature di lusso, consolida il suo brand nel mondo con nuove aperture previste in Cina, Corea del Sud, Singapore, Vietnam, Australia, Italia (Roma), Germania (Berlino) e a nel famoso outlet Bicester Village (Regno Unito).

Entro il 2018, infatti, l’azienda manifatturiera prevede il raggiungimento di numero 115 Store nel mondo, un investimento che consolida l’attitudine di una società dalle caratteristiche artigianali, con fasi di lavorazione ancora manuali, alla continua sperimentazione.

“La nostra principale caratteristica” – spiega il leader dell’azienda, Giuseppe Zanotti – “è quella di unire la tradizione alla ricerca e all’innovazione tecnologica, grazie al lavoro del team dell’ufficio stile, dove sono impiegate 40 persone, delle quali 20 tecnici che hanno il compito di realizzare i prototipi e di lanciare la produzione.”

La ricerca di pellami pregiati con giochi di applicazioni di strass e borchie e la sperimentazione di  nuovi materiali plastici a basso impatto ambientale, costituisce una delle chiavi del successo di un’azienda che, dal 1992, si è creata un profilo rilevante nel market internazionale.

La manodopera specializzata è costituita da 780 impiegati nei due stabilimenti romagnoli, quello di San Mauro, dove si trova la sede principale, e quello di Misano Adriatico, entrambi nella provincia di  Rimini; il principale obiettivo è soddisfare le richieste da quasi ogni parte del mondo e produrre calzature di alta qualità per uomo, donna e bambino.

Giuseppe Zanotti e l’export di successo

La  politica di espansione all’estero dell’azienda Giuseppe Zanotti si è concentrata in Asia, dove circa  50 negozi negozi sono gestiti direttamente o tramite contratti di franchising.

Giuseppe Zanotti e l’export di successo
Giuseppe Zanotti e l’export di successo

Il 93% del fatturato, che l’anno scorso ha raggiunto quota 171 milioni, è infatti generato dalle esportazioni a livello mondiale: gli Stati Uniti, bacino commerciale che vale da solo il 23% dei ricavi totali con 11 negozi monomarca;  i Paesi dell’Europa Occidentale, rappresentano circa il 35% del fatturato, seguono  Cina e Macao; infine la Russia resta uno sbocco importante, ridimensionato dalla crisi del rublo e dall’embargo e che insieme ai Paesi dell’Est Europa rappresenta il 7% del fatturato dell’azienda.

L’Asia, l’area del Pacifico e l’Europa Occidentale rappresentano attualmente i target di riferimento per il consolidamento e lo sviluppo del brand monomarca.

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Linquista e scrittrice. Ha conseguito esperienze in campo nazionale ed internazionale, ricoprendo il ruolo di mediatrice per la difesa dei diritti umani e la risoluzione di conflitti globali. Adesso è impegnata ad acquisire tutte le competenze per poter fare del giornalismo la propria professione.