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Mark Zuckerberg, ceo di Facebook.

MENLO PARK-“Ho creato Facebook e alla fine sono responsabile di quello che succede sulla nostra piattaforma. Parlo seriamente di fare ciò che serve per proteggere la nostra comunità. Mentre questo specifico problema che coinvolge Cambridge analytica non dovrebbe più accadere con le nuove app oggi, questo non cambia quello che è successo in passato. Impareremo da questa esperienza per garantire ulteriormente la nostra piattaforma e rendere la nostra comunità più sicura per tutti“. Sono le dichiarazioni di Mark Zuckerberg all’indomani dello scandalo Datagate che ha travolto il social network americano. La vicenda che in pochi giorni ha fatto perdere a Facebook quote in borsa del 9%, consisterebbe nella cessione di dati personali degli utenti a società terze che hanno in qualche modo influenzato l’elettorato americano e inglese alle ultime elezioni. A rendere note queste informazioni è stato Chris Wylie, secondo cui nel periodo della campagna elettorale furono testati dei messaggi per poi essere utilizzati come tema centrale della propaganda elettorale.

Datagate: Cosa Facebook sa di te e come queste informazioni sono utilizzate da altre società

Pare che i dati siano stati raccolti da Cambridge Analytica, azienda londinese il cui core business è l’analisi dei dati e la comunicazione politica. Per le ultime elezioni americane ed inglesi furono utilizzati 50 milioni di profili all’insaputa dei diretti interessati. Dietro Cambridge Analytica ci sarebbe Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump. Intanto l’azienda londinese di analisi dei dati ha reso nota la sospensione dell’amministratore delegato Alexander Nix, fino a quando le indagini non saranno concluse.

La fuga di dati preoccupa anche l’Europa. Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha invitato Mark Zuckerberg a rilasciare delle dichiarazioni in merito alla sicurezza dei dati dei cittadini europei. In un suo tweet si legge così: “Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento europeo. Facebook chiarisca davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono utilizzati per manipolare la democrazia“.

La vicenda del Datagate metterebbe in discussione l’efficienza di Facebook nel proteggere i dati che quotidianamente vengono forniti dagli utenti. Il ceo del Social network prova a difendersi attraverso le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore: “Voglio ringraziare tutti voi che continuate a credere nella nostra missione e lavorare per costruire questa comunità insieme. So che ci vuole più tempo per risolvere tutti questi problemi di quanto vorremmo, ma vi prometto che ce la faremo e costruiremo un servizio migliore nel lungo termine.

 

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